
Il progetto si inserisce in un lotto in pendenza nei pressi del Lago di Garda, affacciato su un paesaggio collinare caratterizzato da una forte relazione con la morfologia del terreno. La villa nasce come un’architettura che si ancora al suolo, interpretando la topografia come elemento generatore della forma.
L’edificio è articolato in due livelli principali: una parte ipogea, destinata ai locali tecnici e al garage, e una porzione emergente che ospita le funzioni abitative. Questa distinzione funzionale è rafforzata da un trattamento materico differenziato delle superfici: le parti incassate nel terreno sono rivestite in pietra locale, mentre i volumi superiori sono realizzati in calcestruzzo a vista, evocando una stratigrafia naturale, come se l’architettura fosse una sezione del suolo stesso. Il fabbricato è coperto da un tetto a due falde rivestito in lamiera, elemento che richiama un’immagine archetipica della casa e dialoga con il contesto collinare.
Il volume viene scavato in corrispondenza di due logge: la principale si apre verso la zona giorno attraverso un’ampia vetrata panoramica, incorniciando il paesaggio, mentre una seconda loggia, più raccolta, è in relazione con la cucina e la sala da pranzo e consente l’accesso al retro del lotto, dove trovano spazio le erbe aromatiche. All’interno, gli ambienti non seguono l’andamento inclinato della copertura, ad eccezione della zona giorno. Questa scelta genera una sequenza di spazi caratterizzati da variazioni di altezza, alternando momenti di compressione e di dilatazione, e contribuendo a definire un’esperienza abitativa dinamica e articolata. Il giardino si sviluppa attraverso una serie di terrazzamenti che assecondano la pendenza naturale del terreno. La scelta di specie arboree locali rafforza l’integrazione con il paesaggio circostante, restituendo un equilibrio tra architettura, natura e contesto.